16-07-05

Cd-roms kinderpornozaak Zandvoort 79 - The Lie detector

Marcel Vervloesem

La giustizia prova la sua innocenza ; la stampa tace 

Par Jacqueline de Croÿ

Justice proves his innocence ;  Belgian press keeps quiet

le 14 juillet 2005

Lunedì 11 luglio, i risultati del poligrafo  provano in tutto e per tutto le conclusioni degli specialisti : Marcel Vervloesem non ha violentato i suoi accusatori. Gli inquirenti, presenti al momento della prova con il lie detector, non gli hanno fatto nè le felicitazioni,nè porto le scuse.

Per altro, sono dodici anni che la stampa fiamminga ha coperto le sue pagine di accuse menzognere  verso il testimone principale della rete di Zandvoort e si seppe che i suoi delatori erano stati pagati non meno di 5.000 euro per depositare le accuse.

Secondo 2 testimonianze,il quotidiano "Het Latste  Nieuws" era stato avvertito dell'arresto di Marcel Vervloesem da un delatore che avrebbe  pagato con 500 euro per l'intervista di uno degli ultimi delatori. Se non c'è la prova che la totalità dei compensi provenga dalla stampa,questo giornale ha manifestatamente incoraggiato le diffamazioni che sono costate 6 settimane di prigione ad un innocente.

Questo senza ricordare le 8 settimane d'incarcerazione di un Re Yoruba e principale testimone della rete pedocriminale nigeriana. I due errori giudiziari emergono da un'inchiesta della polizia federale ed in tutti e due casi: i poliziotti hanno omesso di arrestare i delatori quando si sapeva che erano implicati in crimini ben più gravi. I due uomini erani stati invitati a tacere in prigione: Marcel Vervloesem allorchè la sua vita era in pericolo di fatto per l'irresponsabilità dei medici e del direttore della prigione ; e il Re Yoruba, allorchè era stato convin to di rinunciare a domandare giustizia per le violenze commesse sui bambini o per i 35 milioni di vecchi franchi che gli erano stati rubati.

Ciò solleva una questione di sapere perchè certi giornalisti belgi preferiscono accusare proditoriamente gli innocenti, gli stessi fino a pagare false testimonianze, allorchè ci sono molti e veri pedocriminali liberi e ci sono tante e credibili informazioni che possono contribuire alla protezione dell'infanzia.

Monday July 11, the results of the polygraph join in all points the conclusions of the specialists: Marcel Vervloesem did not rape his indicters. The inquirers, there at the time of the lie detector, did not present him neither apologies, nor congratulations. 

Further more, it has been 12 years that the Flemish press started to cover its pages of false accusations on the main witness of the paedophile network Zandvoort and it occurred that the indicters were paid at least 5000 euro to draw these formal complaints.

According to 2 testimonies, the newspaper "Het Latste Nieuws" was alerted of Marcel Vervloesems' arrest by one of the first indicters, but would have also paid 500 euro for the interview of one of the last indicters. Though there is no proof that all the remunerations for that cabal originally comes from the press, "Het Latste Nieuws" has obviously encouraged the false accusations that resulted to 6 weeks prison to an innocent

This is not without reminding the 8 weeks imprisonment of a Yoruba King, which happened to be the main witness of the Nigerian paedophile network. Both miscarriage of justice are the result of federal police inquiries and in both cases: the officers had failed to arrest the indicters when proved involved into serious crimes. Both men were invited to silence in prison: Marcel Vervloesem as his life was put in danger due to the irresponsibility of the prison doctor and head warden; and the Yoruba King, as he was convinced to give up asking justice for the violence committed upon his children or for the 868.000 euro that these people had swindled from him.

This raises the question as why do some Belgian journalists prefer to wrongly accuse innocent people and even to pay for false witnessing, when there are so many real paedophile criminals who are free and so many genuine information that can contribute to childrens' protection.

 





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